Vino

Altera e schiva, Montalcino sorge su un crinale isolato che domina

la Val d’Orcia. I nostri vini, figli del territorio, ma anche di Annibale, sono austeri in gioventù per poi distendersi e rendersi così, sempre “toscanamente” affabili, complessi ma bevibili, di struttura ma delicati.

Due soli ettari di vigneto, o meglio diecimila piante di Sangiovese, questo è quello che abbiamo ma alla quantità abbiamo sempre preferito la qualità: un panorama unico, il bosco a proteggerci, l’altitudine, una brezza costante ed una bella esposizione a Nord Est.

Ma l’uva non cresce sana e perfetta da sola e quindi ogni anno facciamo manualmente circa 40 operazioni per portare in cantina i migliori frutti. Qui noi viviamo e i nostri ragazzi giocano liberi ed è per questo che siamo un’azienda biologica certificata. Guidati dall’amore per la natura e il suo profondo rispetto, ci piace vedere tanta biodiversità intorno casa.

I due ettari sono costituiti da tre vigneti che prendono ciascuno il nome di una delle tre sorelle.

Vigna Jiuditta è la più piccola delle tre. Circa 1300 piante di Sangiovese a bacca grossa, il clone originario del Brunello, che crescono su un terreno sabbioso-tufaceo e si affacciano sulla Val d’Orcia.

Vigna Valentina conta invece circa 3700 piante che nascono su un terreno argillo-scistoso detto galestro. Questo terreno conferisce ai suoi frutti grande mineralità.

Vigna Carlotta è la più estesa. Circa 5000 piante che crescono su un terreno sabbioso-tufaceo di origine marina. Circonda e protegge la grande Quercia secolare, è incastonata nel bosco. 

Le uve dei tre vigneti vengono vendemmiate e fermentate separatamente per poi essere riunite nel Rosso di Montalcino DOC, nel Brunello di Montalcino DOCG o nel Brunello di Montalcino DOCG Riserva. Ogni Vigna, come ogni sorella, è caratterizzata da una personalità unica che arricchisce il blend.

Alla vendemmia, tra gli ultimi giorni di Settembre e i primi giorni di Ottobre, partecipano solo la famiglia, Agim e Niccolò, raccogliendo e selezionando l’uva rigorosamente a mano. A questa segue sempre una crio-macerazione per estrarre ancora più profumi e colore e una fermentazione con i lieviti spontanei. Prima dell’imbottigliamento il vino subisce solamente una leggera filtrazione e può quindi presentare un leggero sedimento che non ne compromette la qualità. Consigliamo di aprire le bottiglie almeno un’ora prima e di bere il vino a 16-18°C, meglio sein buona compagnia.

Il 2006 è stata la nostra prima vendemmia di Brunello. Nessuna tipografia è riuscita a trovare per l’etichetta i colori giusti per Annibale, che perciò decise di farseli da solo. Da quel momento infatti ha dipinto a mano ogni singola etichetta per 10 lunghi anni, per un totale di quasi 50000 bottiglie. Questo ultimo tocco prima di salutare le bottiglie è qualcosa che ci ha contraddistinto dagli inizi e che continueremo sempre a fare. Annibale però ha tanti nuovi progetti e un po’ meno energie ed ha deciso dal 2023 di dipingere una bottiglia ogni sei, spesso davanti agli ospiti in visita. In ogni cassa di Brunello troverete perciò un’etichetta orginale, una sua creazione tutta vostra.

Tutti i nostri vini sono fatti con la stessa varietà, il Sangiovese, e con la stessa cura sia in vigna che in cantina ma ciascuno, nel suo distinto carattere, può essere destinato a momenti e ad abbinamenti diversi. Alla domanda frequente “Qual’è il tuo vino preferito Annibale?” la risposta ancora più frequente è: “E’ come se dovessi scegliere tra le mie tre figlie!”

Rosso di Montalcino Doc

Il piccolo di casa, che poi tanto piccolo non è. Alla fermentazione in vasche di acciaio inox segue subito la svinatura con torchio idraulico. Dopo 3 mesi in vasche di acciaio il vino è trasferito in botti di legno di rovere di Slavonia da 20-30 ettolitri.

Anche se il Rosso da disciplinare richiede infatti 2 anni di invecchiamento, senza la necessità del legno, Annibale lo lascia riposare per almeno 18 mesi in botte grande e 2 anni in bottiglia prima di metterlo in commercio. Questo tempo così lungo fa sì che il vino al momento della commercializzazione sia effettivamente pronto.

Un piccolo Brunello per complessità e longevità ma con una struttura delicata che si abbina al meglio… con sé stesso! All’assaggio i refoli floreali e balsamici di spezie si fondono con ciliegie e tanti altri frutti rossi. È verticale, con tannini raffinati e ben integrati, e un finale sapido. Un vino pericolosamente facile da bere ma mai banale.

Brunello di Montalcino Docg

Il Sangiovese ha bisogno di tempo per affinare i suoi tannini e la sua acidità grintosa, guadagnando complessità e una sensazione vellutata in bocca. Per questo Annibale invecchia il Brunello in totale 6 anni invece dei cinque previsti dal disciplinare, di cui 3 e mezzo in botte grande. È un vino che fa dell’equilibrio tra eleganza e struttura il suo punto forte.

Oltre alla durata dell’invecchiamento, il Brunello differisce dal Rosso perché fermenta in tini di rovere di Slavonia tronco-conici e rimane sulle bucce per circa due settimane alla fine della fermentazione.

Al naso parla del bosco che circonda Nostravita con sentori di lampone, muschio, rosmarino, rose selvatiche e quercia bruciata. Un tannino ancora ruggente ma non ruvido vi condurrà ad un finale perfettamente coerente con il naso sul sentiero per i boschi.

Brunello di Montalcino
Riserva Docg

Il Brunello Riserva segue la stessa vinificazione del Brunello ma viene prodotto esclusivamente nelle annate eccezionali e pertanto coincide con vini dall’incredibile potenzialità di invecchiamento.

Seppur eleganza ed equilibrio non manchino, la parola che meglio descrive questo vino è “potenza”.

Non solo frutti rossi ma anche scuri come mora, amarena e susina: lasciatelo un attimo nel bicchiere e a queste si aggiungeranno note più esotiche di cannella, legno di sandalo e la mineralità della grafite. Una balsamicità mentolata ed echi di tabacco contribuiscono all’armonia di un sorso di grande struttura tannica, complessa ed equilibrata.

"Lupo di Tinaccio"
Brunello di Montalcino
Riserva Docg

L’origine del nome proviene dallo studio di Annibale di un antico manoscritto in cui si parla di un singolare personaggio, un podestà del XIII° secolo dal carattere determinato e libero, tale Lupo di Tinaccio. Per la produzione di questo vino selezioniamo le uve di maggiore struttura e maggiore complessità provenienti dalla piccola Vigna Giuditta. Il “Lupo” viene prodotto solamente nelle annate della Riserva e in quantità limitatissime. In questo caso l’etichetta non è cartacea, ma dipinta da Annibale direttamente sulla bottiglia.

È Il nostro fiore all’occhiello, prodotto in quantità limitatissima. Rispetto al Brunello il vino si presenta più strutturato e quindi caratterizzato da una maggiore complessità sia aromatica che gustativa, ma necessita di tempi di invecchiamento ancora più lunghi. Vino ampio e profondo, irrompe duro (“Il Lupo morde”) e poi si distende. China, radici, more, foglie e fiori secchi, tè, cuoio, frutti rossi e neri. Succulento riempie la bocca e chiude lunghissimo evocando nuovamente le suggestioni trovate al naso.

È un vino “da ascoltare”: lasciatelo aperto più ore o persino giorni e vi racconterà ogni volta una storia nuova, senza dubbio l’ideale per celebrare i tuoi momenti speciali della Vita rendendoli indimenticabili.